16 ottobre 2009
"erràta còrrige" sul termine Caestus di Dario Battaglia
Qualche anno fa ebbi una discussione con Dario Battaglia circa la terminologia atletica antica. Battaglia, responsabile del gruppo Ars Dimicandi, specializzato nella ricostruzione "teatrale" storica del mondo gladiatorio, critico' i metodi, i principi e gli obiettivi della ricerca accademica storica e archeologica.
In uno dei passaggi della discussione Battaglia criticava, senza aver approfondito la terminologia atletica antica, la derivazione del vocabolo Caestus riferito ai "guantini" che i pugili romani indossavano durante le competizioni atletiche agonali:
(Giovedi 31 marzo, 2005)
Battaglia: Il vocabolo deriva da "caedere" tagliare, penetrare.
Ferro: "caestus" non deriva da "caedere" ma é il sinomino di quello che in italiano e' un cesto perchè somiglianti a dei piccoli cestini.
Battaglia: possono garantirti che l’origine etimologica di Caestus proviene da “caedo”, ossia tagliare, penetrare. Non sappiamo su quali basi tu colleghi il caestus al “cesto” inteso come contenitore.
Sono passati quattro anni e qualcuno gli ha posto sul suo forum la domanda circa il termine Caestus, e lui cosi risponde;
(Martedi' 29 settembre, 2009)
Battaglia: In latino il termine caestus significa appunto cesto, canestro, contenitore, e non indica nessun modello particolare.
Chiariamo subito che l'errore fatto precedentemente non e' specifico del solo sig. Battaglia ma e' presente in molti dizionari, anche di edizioni serie, forse dovuto ad una confusione protratta nel tempo tra i termini riferiti alla produzione dell'oggetto con quelli che si riferiscono all'oggetto stesso.
Il termine latino Caestus (plurale Cestī) del periodo imperiale trova il significato in cinghia di cuoio ed era riferito ai "guantini" dei pugili (talvolta forniti di borchie o spunzoni in metallo) perche' simili ad un cestino prodotto con fasce di cuoio e non come erroneamente, scritto su alcuni trattatti, derivante dal termine Caedere: tagliare in pezzi. Infatti i guantini erano fatti di fascie di pelle come i cesti per il trasporto di oggetti. Il vocabolo latino deriva dal termine greco Cestus (plurale Cesti)) che significa perla punto cinghia di cuoio come quelle relative alle piu' famose indossate da Afrodite come dalle stesse donne greche. Forse il termine deriva dall'antico accadico Keutezu che significava cesto di pelle.
Disegno dal testo di Giacomo Mercuriale, De arte gymnastica, 1569-1601.
Terminologia: Klimax
1- La traduzione letterale e' "scaletta". le Klimakos (plur.) sono aste portabili usate per delimitare lo spazio dove i pugili iniziavano a competere; una specie di ring usato anche per non creare troppo spazio tra un atleta e l'altro. (Hesychius,Etymologicum Magnum- Eusathius 1324.48)
2- Tecnica di Pancrazio dove un lottatore montava sulla schiena dell'avversario agganciando con le gambe il bacino di quest'ultimo. (Pollux 3.155)
24 luglio 2009
terminologia: Skamma
Skamma: zona scavata (plurale skammata) era l'area centrale della palestra dove si svolgevano gli allenamenti degli agoni da combattimento. Composta di sabbia e ammorbidita dagli stessi atleti, permetteva di attutire le cadute e le proiezioni in fase di lotta e dava inoltre stabilita' durante le azioni. (Platone, Cratilo 413A; Polibio 38.18.5.)
5 luglio 2009
Terminologia tecnica: Ototholadias
Ototholadias: "orecchio a cavolfiore" caratteristico dei lottatori, dei pugili e dei pancrazisti è la conseguenza di un ematoma calcificato della cartilagine esterna dell'orecchio.






