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Tag correlati: metodi, sperimentazione, tecniche

26 ottobre 2009
Allenamento antico: i piegamenti
 
            
I piegamenti, sono tra gli esercizi, per il rafforzamento muscolare e articolare piu' antichi che si conoscano. Gia' sulle rappresentazioni egiziane e mesopotamiche questo genere di ripetizioni flessive, veniva ritratto, non solo nella preparazione competitiva,  ma anche durante la preparazione alla guerra, per meglio abituare il corpo a sforzi intensi come quello di "portare" e "manovrare" armi e scudi.                           
Gli esercizi dei piegamenti sia sulle braccia che sulle gambe sono passati, quasi invariati per millenni, dai ginnasi antichi alle nostre odierne palestre o caserme, rimanendo  sempre un esercizio semplice e non bisognoso di nessuna attrezzatura. 
I piegamenti sulle braccia venivano effettuati poggiando le braccia sul terreno alla stessa distanza  della larghezza delle spalle, all'altezza dei pettorali con le  gambe divaricate e leggermente flesse, le dita della mano aperte e il corpo quasi rigido molte volte curvato verso l'alto; il movimento era  alternato tra ripetizioni lentissime e  quelle veloci. Talvolta   era richiesto di rimanere, per  pochi istanti a qualche centimetro dal terreno, in tensione muscolare, per allenare oltre il muscolo anche i tendini della. Il movimento era diverso dai piegamenti attuati nel mondo contemporaneo infatti in antichita' si usava un dondolamento in avanti per far lavorare al massimo i tendini, come si puo' vedere tutt'ora, negli allenamenti di Kushti iraniana e indo-pakistano, lotte discendenti dalla lotta greca, importata dalla colonizzazione di Alessandro Magno.
Tutto ciò sempre controllato dall'allenatore, che poteva punire con frustate il ritardo o l'anticipo del tempo di esecuzione. Questo sistema dell'alternare, lentezza e velocità, forza e potenza esplosiva, portava i tendini della spalla, del gomito, degli addominali e i flessori dell'anca a diventare piu' spessi, piu' elastici e molto piu' potenti. Inoltre come quelli eseguiti attualmente, tutti i muscoli della parte superiore del corpo vengono messi in gioco con la particolarità che le flessioni sulle braccia, sono  uno dei rari esercizi dove muscoli antagonisti lavorano insieme.
I piegamenti sulle gambe venivano effettuati, oltre per rafforzare  i quadricipi femorali, i polpacci e tutti gli altri muscoli minori della gamba, anche per far lavorare al massimo le articolazioni e i tendini del ginocchio e della caviglia. I piegamenti venivono compiuti sia sulle "punte" ma anche con il tallone a terra, il corpo perfettamente in perpendicolare ( ci si aiutava talvolta, per non sbilanciarsi e per trarne maggiore efficacia durante lo svolgimento, con l'accortezza di portare le mani e le braccia in avanti e indietro come il movimento effettuato dai rematori )  mentre i piedi erano distanti tra loro  ad una larghezza pari alla spalla. Questo movimento veniva realizzato lentamente, variando l'altezza del limite di flessione. Qualche volta, in determinati momenti del ciclo degli allenamenti antichi, i piegamenti venivano realizzati con un altro atleta sulle spalle, in una posizione di lotta, che ne aumentava il carico sia muscolare che di quello articolare ma aiutava anche nel mantenere l'equilibrio e la stabilita' durante questi determinati esercizi. In questo ultimo caso venivano anche effettuati in velocità esplosiva.

Foto: da catologare, la prima con copyright.

argomento: allenamento, metodi

8 settembre 2009
Akrocheiria:
l'arte di rompere le dita
Questo insieme di tecniche, tipiche del  pancrazio antico, che non raramente fece "disgustare" i lottatori "puri" del passato e i loro sostenitori, era una delle particolarità dei combattenti antichi che sfruttavano principalmente la pura potenza.
L'  Akrocheiria  da hai akrai cheires,  era l'arte di rompere le dita delle mani. E se il termine akron definisce le mani, alcune tecniche, erano studiate per rompere o disarticolare anche  le dita dei piedi.
Il famoso pancrazista Sostrato di Sicione aveva fatto di tali metodi la punta di diamante del suo stile, vincendo non solo tre volte al massimo torneo ad Olimpia (nel 364, 360 e 356 a.c.) ma anche due volte ai giochi Pitici a Delfi, dodici volte ad Istmia e a Nemea, venendo perfino raffigurato sulle monete della sua patria terra, la Sicionia; il suo sopprannome non potè essere altro che Akrochersites: lo spezzadita. 
Ma anche altri atleti adottarono questi metodi per vincere, come il lottatore Leontisco di Messina, vincitore due volte ad Olimpia, che riusciva a rompere le dita anche durante delle speciali proiezioni al suolo.      
Queste tecniche venivano effettuate sia cercando di incrociare le dita dell'avversario e agendo in seguito con leve di polso, sia agganciando in modo particolare singole dita, ma anche come detto precedentemente dei piedi, e cercando di forzarle in modo innaturale per creare  un vivido dolore oltre che in certi casi la rottura delle stesse.
Questi metodi non erano solo patrimonio della  lotta o della lotta del pankration, ma erano anche usati in alcune fasi  del pugilato, infatti anche se può sembrare strano tali azioni erano effettuate non solo nel pugilare del pancrazio ma anche nello stesso pugilat, dove le prese sui polsi con le dita o sugli stessi pugni erano azioni regolari. Questo modo di combattere vedeva la costruzione di guantoni a dita scoperte  per cercare di  impossibilitare, con tali tecniche, l'avversario a continuare l'incontro. Tale abilità comunque venivano sviluppate oltre che con la conoscenza tecnica, anche con l'allenamento dei tendini del polso e delle mani e  con degli esercizi di forza delle articolazioni.
Molti atleti che preferivano tali metodi, per esempio, stringevano tra le mani quotidianamente, nei momenti di pausa, dei sacchetti di pelle grezza, di solito di montone o bue, a forma sferica, riempiti di sabbia, che sviluppavano una presa forte e potente. Il lottatore più famoso dell'antichità, Milone da Crotone, si dice che usava dei melograni, per allenare la sua "morsa", che rompeva con la forza della sola mano.  
Il problema principale di tali attuazioni era che l'avversario se altretanto potente o abile poteva fare una ri-leva sulla stessa tecnica e poteva ribaltare l'azione a suo vantaggio.
Sta di fatto che quest'arte veniva appresa nelle Palestre solo quando l'atleta era gia' esperto e con una costituzione fisica potente.
Il termine Akrocheiria o Akrocheiris molto versatile veniva usato avvolte anche per indicare lo sparring leggero durante l'allenamento o per lo più per indicare quel sistema di tecniche a vuoto, con l'aiuto della musica del flauto Aulos, che è simile all'odierna esecuzione della boxe dell'ombra cioè la shadow boxing del pugilato
C'è da dire inoltre che tali tecniche erano particolarmente difficili per lo scivoloso e sempre presente olio di oliva sulla pelle.

foto da catalogare

argomento: tecniche, allenamento, metodi
9 luglio2009
Sperimentazione atletica: il martello e il piccone
Sono passati migliaia di anni da quando gli atleti del Pankration, della Pale (lotta) e del Pygme (pugilato) si allenavano nelle palestre per prepararsi al meglio alle competizioni agonali dell'antichita'. Molti esercizi se pur in valenze diverse si ritrovano nelle palestre attuali di Mixed Martial Arts.
strongman-%20ciavirella by you.Il Power Hammer (o Sledge hammer)   e' un esercizio che quasi tutti i professionisti di MMA eseguono per sviluppare una gran potenza esplosiva, per allenare i tendini delle braccia e delle spalle a trazioni violente, per sviluppare prese di forza, per rinforzare i polsi e gli avambracci e per abituarsi agli sforzi continui. Questo esercizio consiste nel colpire (a mani alternate) con un enorme martello (il peso varia dai 5 Kg a 10 Kg) un copertone di autocarro, con la massima potenza per un tempo a partire dai 10-15 minuti. Moltewrestler prepare a skamma volte viene usato un pneumatico di trattore perche' essendo piu' duro da minore vibrazione di ritorno. Pur essendo un esercizio semplicissimo la concentrazione e l'energia che richiede e' tantissima ed essendo di ottima funzionalita' e' stato inserito anche tra gli atleti agonisti che fino a qualche tempo fa' lo contestavano. Questa pratica e' stata presa dagli allenamenti dei professionisti del pugilato anglo-americano della vecchia scuola ma anche dai lottatori degli inizi dello scorso secolo, che sono stati i primi ad inserirlo in epoca moderna.
In antichita' c'era un esercizio simile effettuato da tutti gli atleti: al posto del martello c'era il piccone diventato photo 294:himantessimbolo stesso della palestra raffigurato ripetutamente sui vasi greci a figure rosse. Gli atleti si allenavano con questo arnese infilzandolo, con lo stesso movimento del power hammer, nella sabbia. L'area dove avvenivano gli allenamenti degli agoni da combattimento, denominata Skamma, era appunto composta di sabbia che veniva rimossa frequentemente con l'aiuto di questo metodo, per ammorbidirla, permettendo di attenuare le cadute e dando stabilita' alle prese ed ai movimenti. Gli atleti si allenavano a questo esercizio per trarre gli stessi vantaggi che sperimentano i combattenti attuali. Le uniche differenze sono che quello effettuato con il piccone richiede molta piu' intensita' di sforzo, anche nel movimento di estrazione dal terreno, fa' lavorare maggiormente i tendini e a pochissima vibrazione di ritorno, con benefici a lungo andare.
Nella sperimentazione archeologica atletica contemporanea, recuperare o osservare similitudini tra allenamenti moderni e pratiche antiche e' di vitale importanza per studiare con realismo i metodi degli agoni da combattimento del periodo classico. 
Davide Ferro, Giovanni Latera. 

Foto 1: Atleta di MMA si allena con il power hammer.  
foto 2: disegno da vaso greco a figure rosse (scoparso alla meta' dell'800) con lottatore mentre picconeggia la skamma.
Foto 3: Coppa greca a figure rosse con pugile che avvolge le fascie di cuoio per i guanti (himantes), il piccone e gli haltares (pesi),  520-500 a.c., pittore Epidromos, Museo dell'arte di Hannover.
  
argomento: allenamento, sperimentazione

7 luglio 2009
Allenamento: Allenarsi al Pankration in antichita'
Gli allenamenti nel mondo antico greco-romano negli agoni da combattimento, sono simili a quelli che vengono effettuati dai professionisti ai giorni nostri. Simili perchè in antichita' i tipi di esercizi, di allenamenti, di metodologie nell' uso di attrezzi (sacchi e colpitori), ma anche di una certa mentalità competitiva, non sono distanti da quelli usati attualmente dal pugilato, dalle molte forme di lotta o dagli attuali sport da combattimento totali, le MMA.
Molte volte nell'immaginario collettivo lo sport del mondo classico è visto come qualcosa di barbaro, di rozzo e molto "violento"...tante persone confusamente lo relegano al mondo gladiatorio o alla guerra antica, a visioni di morte e momenti oscuri. Ma lo sport, anche se in valenze diverse, ha avuto sempre gli stessi concetti, la stessa complessità e lo stesso studio che anche oggi qualsiasi atleta attua con il proprio agire.
Il Pankration che ricordiamo era una miscela di tecniche di pugilato, di lotta e di particolarita' solo di questo sistema, era uno sport totale dove, in gara, gli unici divieti erano quelli di non graffiare e mordere.
Un allenamento di pancrazio vedeva  esercizi per la preparazione fisica come quella: muscolare, ossea-articolare e nervosa. C'era una parte di "riscaldamento" (anche se il massaggio con olio di oliva effettuato prima dell'allenamento aveva già irrorato i muscoli di sangue), che come ci descrive xjar04Galeno,  veniva  fatta con dei movimenti  roteatori per le articolazioni, di flessione per contrarre muscoli, e degli allungamenti di tensione che abituavano pian piano il corpo allo sforzo successivo (il cosiddetto stretching non esisteva come lo intendimano nel mondo moderno).
Prima dell'allenamento di lotta veniva fatto un prepotenziamento particolare, per preparare i principali muscoli ad essere sollecitati nella potenza in quella fase di combattimento.  
Il potenziamento vero e proprio si effettuava pero' a fine allenamento; era molto duro; prevedeva un unica serie per esercizio, come flessioni e piegamenti ed altre tipologie di sforzo, con ripetizioni fino allo sfinimento dell'atleta. Ol
tre la parte fisica, che prevedeva molte altre particolarità come l'allenamento al "fiato" da lottatore, la parte principale, quella metodologico-tecnica, era un insieme di pratiche ben distinte.
La shadow boxing, il pugilato dell'ombra, il quale nome antico era Skiamachia, consisteva nell' esercitazione di tecniche a vuoto statiche o in movimento; nel mondo antico, si usava un flauto di accompagnamento ritmico chiamato Aulos che dava il "tempo" alle esecuzioni. 
La Schmata invece era lo studio di speciali  "figure", combinazioni di tecniche, che venivano allenate con l'aiuto di un altro atleta.
I korikos erano i colpitori e i sacchi, usati sia per aumentare la potenza esplosiva ma anche per il condizionamento di determinate parti del corpo (pugni, tibie, polsi, ginocchia, gomiti, collo, ecc.). Questi colpitori erano più duri di quelli attuali e il lavoro di pugno veniva effettuato senza l'aiuto di guantini, anche per irrobustire i tendini e le articolazioni dei polsi.
Lo sparring era diviso in leggero totale, Akrocheirismos, e in  quello di pugni, Sphairomachia, che come ci annuncia il termine usato, veniva effettuato con l'uso di sfere, di guantoni rotondi, simili ai quelli attuali da 10 once, ma dove il pollice era inserito nel globo di pelle.
Oltre ciò c'era il "grappling" proprio della lotta e lo "sparring" a contatto totale tipico del pankration.
Le tecniche vedevano quelle di attacco e difesa del pugilato Pygmachia, quelle di lotta in piedi ravvicinatata Orthepale o a distanza Stadaia pale, di lotta sulle ginocchia kuliosis (con lo stesso termine era indicata anche una fase della lotta a terra quella "dell'arrotolamento") e di lotta al suolo  chiamata Alendisis o kato pale. C'erano inoltre  tecniche tipiche e caratteristiche solo del pancrazio, le Pankration techne; queste vedevano  lo studio dell' uso dei gomiti, della testa , delle ginocchia, dei calci e di altre particolarità "miscelate" per un combattimento totale, e che fino all'avvento di discipline come il Vale Tudo o le odierne MMA, non esistevano, cosi organizzate, nel panorama sportivo moderno e contemporaneo. 
Anche se suddivise nell'insegnamento, le  tecniche di lotta, erano di gran numero secondo il tipo di altezza di combattimento; c'erano nella lotta in piedi: quelle a contatto Hamma e quelle a distanza Stadaia, strangolamenti Achein, spazzate Apopternizein, prese al collo Trachelizein, proiezioni al suolo katabletike,  leve Echein, prese ai polsi Dialam Banein e leve alle dita Akrokeirismos, speciali agganci agli arti Ankyrizein, prese al tronco Meson Echein e alle gambe Hyposkelizein. C'erano anche i trascinamenti Reiyon,  le spinte Drattein e le proiezioni Rassein, nella lotta a mezza altezza Kuliosis, come anche i strangolamenti Achein, le spinte Helkein e le prese Echein nella lotta al suolo
Kato pale.
Davide Ferro

fig 1: vaso a figure rosse con pancrazista in guardia, da catalogare.

argomento: allenamento